Che cos'è lo Yoga....Sri Aurobindo e Mère

Un'illuminazione interiore che non tenga conto del corpo né della vita esteriore non è di grande utilità, poiché lascia il mondo così com'è. E' quanto è sempre accaduto fino ad oggi. Persino coloro che avevano una grandissima e possente realizzazione si ritiravano dal mondo per vivere, senza essere disturbati, nella quiete e nella pace interiori; il mondo era lasciato a se stesso, mentre la miseria, la stoltezza, la Morte e l'Ignoranza mantenevano la loro sovranità incontestata su questo piano materiale dell'esistenza. Per coloro che si ritirano in questo modo, è forse piacevole sfuggire alla tormenta, voltare le spalle alle difficoltà e trovare altrove, per se stessi, uno stato di beatitudine. Ma lasciano la vita e il mondo immutati, come pure la loro coscienza, senza parlare del loro corpo, meno rigenerato che mai. Quando tornano nel mondo fisico, si comportano di solito peggio della gente comune, perché hanno perso il controllo sulle cose materiali e il loro modo di comportarsi nella vita può rivelarsi incoerente e impotente, alla mercé di ogni forza che passa.
Un ideale di questo tipo può andar bene per coloro che lo vogliono; ma non per il nostro yoga. Noi vogliamo la conquista divina di questo mondo e di tutte le sue espressioni e la realizzazione del Divino qui, sulla terra. Ma se vogliamo che il Divino regni qui, dobbiamo dargli tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che siamo, tutto ciò che facciamo. Non dobbiamo certo pensare che vi sono cose senza importanza, che la vita esteriore, con tutte le sue necessità, non fa parte della Vita Divina. Se pensassimo in questo modo, rimarremmo sempre allo stesso punto, immobili; il mondo materiale non verrebbe conquistato; niente di durevole potrebbe essere fatto.
Dal libro Che cos'è lo Yoga di Sri Aurobindo e Mère





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